UEFA, che sfortuna: Taylor con la Roma prosegue la scia

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Che sfortuna, gli arbitri UEFA quando di fronte c’è un’italiana. Che disdetta, quel fischietto che non suona nei 16 metri più discussi della storia dello sport. E poi ancora un monitor, un cartellino o una bandierina: in Europa, le squadre del Bel Paese non hanno dalla loro il favore degli episodi, decisamente. Non ce l’hanno a Firenze, con una vera e propria corsia autostradale di fuorigioco e gol di Klose. Ma nemmeno all’Olimpico fronte Lazio, tantomeno a San Siro con Milan e Atletico Madrid – o Chelsea, perché no – sul prato. Non ha fortuna nemmeno la Roma, aggrappata al flebile ricordo di un mani di troppo in una semifinale di Champions contro il Liverpool. La Conference League sollevata attenua il credito, che crolla di nuovo in un Siviglia-Roma, atto finale di Europa League. Sede Budapest, arbitro Taylor e direzione quantomeno discutibile. La panoramica è luogo di amari ricordi già ad inizio serata, quando viene inquadrato l’arbitro Oliver nelle vesti di quarto uomo. Lo ricorda bene la Juventus, amareggiata dal suo fiscalismo al Bernabeu, quando sul groppone non aveva ancora smaltito il carico di rancore verso Cakir, collega e lasciapassare del famoso contatto tra Dani Alves e Pogba a Berlino. Paulo Dybala in Roma-Siviglia – @livephotosport Taylor, “ho visto io”: e Fernando? I riflettori, però, restano su Budapest. Su un arbitro che dirige in maniera autoritaria ma al primo scivolone ...



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