Amarezza Azzurra, Italia ferita dalla Spagna: da dove riparte la Nazionale di Mancini?

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“Noi abbiamo impostato un calcio alcuni anni fa e forse dobbiamo continuare con quello, l’avevamo impostata così pensando di poter fare qualcosa di meglio”: Mancini non usa mezzi termini a Sky Sport, anzi, in circa 20 parole dipinge il ritratto più fedele dell’Italia vista contro la Spagna. Contestualizzare, in questi casi, è fondamentale: il ct azzurro non ha mancato affatto d’audacia, come testimoniato dal 3-5-2 sceso in campo contro le Furie Rosse di Luis de la Fuente. Audacia, sì, poiché nel contesto delle Nazionali, soprattutto alle porte di una semifinale di Nations League, mettere in discussione i dettami tattici di un gruppo non è affatto semplice. L’Italia di Mancini si stacca dal 4-3-3 visto con Malta e Inghilterra, presentandosi allo stadio De Grolsch Veste con un centrocampo contenente sia Frattesi che Barella e, dulcis in fundo, Ciro Immobile affiancato da Nicolò Zaniolo. Spazio all’aggressività, la quale, però, pretende freddezza e riflessi pronti. Elementi assenti nell’episodio chiave della gara, visto che dopo appena 3′ Yeremy Pino non si fa pregare due volte sull’errore di Bonucci, portando la Spagna in vantaggio. Buona reazione quella azzurra, che culmina col rigore conquistato da Nicolò Zaniolo e successivamente realizzato da Ciro Immobile. Segnale potenzialmente buono, come lo stesso goal annullato a Frattesi, in fuorigioco di millimetri al 22′ sul lancio di Jorginho. Davide Frattesi (Italia) – @livephotosport Ma la gara prosegue e, inevitabilmente, la confidenza calcistica della Spagna emerge, creando occasioni su occasioni. Ed è all’88’ che Joselu sigla il definitivo 2-1, riportandoci all’inizio dell’articolo: ...



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