Juventus, quando le coppe non sono un problema

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La storia si ripete. C’è chi direbbe “purtroppo”, chi “per fortuna”, ma è un dato di fatto: certi cicli, a volte, ritornano al loro punto di partenza. La stagione 2023/2024 sarà un dejà vu per la Juventus, vissuto esattamente 12 anni fa, dall’oblio del settimo posto alla gloria che avrebbe dato il via ad una delle dinastie più lunghe della storia del calcio. Ma qual è il punto? Con la sentenza emessa dell’esclusione alla Uefa Conference League, la Juventus non farà parte in nessuna delle competizioni europee, proprio come nella stagione 2011/2012, quando in panchina arrivò Antonio Conte per risollevarla dalle sue ceneri. Ora, per la rinascita in quelle stesse condizioni, c’è quel Massimiliano Allegri artefice dei grandi successi bianconeri, pronto a ripartire come il suo predecessore. Juventus, la rinascita senza coppe: il miracolo di Conte Come spesso si dice, bisogna imparare a perdere prima di poter vincere. Niente al di fuori di una sconfitta può insegnare una mentalità vincente. Non che la Juventus dovesse imparare l’arte di un qualcosa che ha saputo dimostrare per un secolo intero, ma forse rispolverarla. Antonio Conte -@livephotosport Quando nell’estate 2011 arrivò una vecchia gloria come Antonio Conte a guidare una squadra chiamata al riscatto dopo due brutte stagioni, il sentore che qualcosa potesse cambiare lo si sentiva. Il nuovo stadio, una formazione affamata come il suo condottiero e un dettaglio non di trascurabile importanza come l’assenza delle coppe europee. Non passò molto dall’ultima volta che accadde, vista l’era Calciopoli di qualche anno pria, ma l’aria che tirava era sostanzialmente diversa, sin dalla gara d’esordio contro il Parma, nel nuovo Juventus Stadium. Per la prima volta, dopo tempo, si rivide una Juventus spietata, bella, travolgente, con ognuno degli 11 in campo con un fuoco ...



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