Italia, Spalletti si gode Frattesi: la nuova Nazionale prende forma
Siamo ancora vivi. La strada è ancora lunga e tortuosa ma la vittoria conseguita dall’Italia contro l’Ucraina, ci permette di chiudere questa prima parentesi dell’era Spalletti con il sorriso. E non era una cosa scontata alla vigilia. Il pareggio, scialbo e pericoloso, ottenuto nella gara contro la Macedonia del Nord aveva riportato a galla i vecchi dubbi sulla qualità della nostra Nazionale, argomento ormai vecchio di qualche anno, che nemmeno un Europeo vinto ha saputo scacciare. Ebbene, nel match di San Siro, ci siamo ribellati alle malelingue. Una squadra giovane, rinnovata e colma di tanti ragazzi sfrontati e affamati. Come non ne avevamo da tempo. Il risultato è venuto da sé: circolazione palla veloce e concreta, volta immediatamente alla verticalizzazione verso Raspadori, che non ha smesso un secondo di muoversi, per aprire gli spazi a Frattesi, Barella e chiunque avesse voglia di aggredire i sedici metri ucraini. La nuova Italia targata Luciano Spalletti sembra prendere forma, anche se siamo solo all’inizio. Italia, da Locatelli a Raspadori: i perni di Spalletti Rispetto alla sfida contro la Macedonia, Spalletti ha compiuto la temeraria, ma intelligente, scelta di cambiare i due ruoli più delicati: il regista e il centravanti. Cristante e Immobile non avevano sfigurato ma serviva una ventata d’aria fresca in quelle due mattonelle chiave, oltre ai vari avvicendamenti costruiti intorno. Perciò, dentro Locatelli e Raspadori a reggere mediana e attacco di un’Italia che aveva un solo risultato a disposizione. Manuel Locatelli, Italia @livephotosport Bene, la scelta ragionata di Spalletti ha dato i suoi frutti. Locatelli ha retto bene la mattonella che fu di Jorginho, mettendo in mostra le qualità a cui ci ha abituati ...
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