Italia, da Frattesi a Raspadori: cosa lasciano le prime due uscite di Spalletti
I passaggi di testimone in nazionale non sono mai tranquilli. Benché il rapporto con Mancini fosse giunto ai minimi termini, anche in virtù dei risultati deludenti fatti segnare dall’Italia post Europeo, per la FIGC non era semplice trovare un sostituto che si rivelasse all’altezza fin da subito. Invece, pur avendo poco tempo a disposizione, Luciano Spalletti si è messo al lavoro fin dal primo giorno per formare la sua Italia e ristabilire quella serenità che avevamo perso ormai da due lunghi anni. Il tecnico, vincitore dello Scudetto col Napoli, ha scelto di epurare la vecchia guardia e puntare su giovani rampanti per riaprire un nuovo ciclo. Da Frattesi a Raspadori, passando per Scalvini e Tonali, senza tralasciare i perni Barella e Immobile. Italia, Spalletti plasma la sua Nazionale Appena giunto a Coverciano, Spalletti si è trovato ad affrontare le due gare di qualificazione a EURO 2024, cruciali per stabilire il destino di una Nazionale che, eccezion fatta per la Nations League, ci aveva abituati (e si era abituata) alle delusioni. Un po’ come avere una verifica il primo giorno di scuola. La situazione dell’Italia nel gruppo C aveva bisogno di essere raddrizzata, poiché gli Azzurri erano partiti male, subendo la sconfitta contro l’Inghilterra e vincendo, senza convincere, contro Malta. Spalletti si è presentato senza volersi prodigare in esperimenti poco attinenti. La ricerca degli oriundi, i vari cambi di modulo, i senatori convocati ancora dopo due anni. Non è roba per il nuovo CT, c’erano due partite da vincere, i giocatori ci sono, alcuni ancora in rampa di lancio. Luciano da Certaldo torna al 4-3-3, che pare essere il sistema di gioco migliore per questa Italia. Con le presenze stabili di Barella e Immobile, dentro i vari Tonali, Cristante, Dimarco e Politano. Luciano Spalletti, ct Italia @twitter Gli infortuni di Chiesa, Pellegrini e, in seguito, dello stesso Politano hanno costretto l’ex mister del Napoli a rivedere il proprio undici. Il cambio dell’ultimo ...
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