Alla ricerca dell’immortalità: El Shaarawy l’eterno Faraone di Roma
Cos’è l’eternità? Tutti ce lo siamo domandati almeno una volta e abbiamo cercato la risposta in libri di storia o in racconti di maghi e di streghe. Un concetto tanto astratto quanto intrigante perché di eterno, alla fine, in questa vita non c’è nulla, se non una città: Roma. Veniva così cantata dal poeta latino Abio Tibullo: “Né ancora aveva Romolo innalzato le mura dell’Eterna Urbe”. Ed è qui che prende vita e forma la figura del gladiatore, pronto a combattere fino al suo ultimo respiro, fino alla morte. Ricordiamo le gesta di chi è sceso sul campo da battaglia, così come quelle di chi è sceso sul campo da gioco. Partendo da Spartaco fino ad arrivare a Totti e De Rossi, la storia di Roma è stata scritta da uomini che ne hanno segnato, in un modo o nell’altro, la sua eternità. Ma adesso c’è chi, passo dopo passo, sta trovando una nuova formula, una nuova strada, per lasciare un segno indelebile ed il suo nome è Stephan El Shaarawy, il Faraone. Le montagne russe del Faraone Quando cresci in fretta il peso da portare sulle spalle è tanto e la pressione si fa sempre più schiacciante. Quel pubblico da convincere e quella società alla quale dimostrare che la fiducia ricevuta sarà ben ripagata, non sono semplici da reggere psicologicamente. Genoa e Padova sono solo trampolini di lancio per chi, come Stephan, respira ed emana calcio da ogni poro. L’ambizione di arrivare in alto e poi la chiamata del Milan che cambia tutto, stravolge ogni prospettiva: Faraone è il tuo momento. Stephan El Shaarawy ai tempi del Milan @Twitter L’asticella si alza e il livello di El Shaarawy anche. Stupisce, incanta e si destreggia con il pallone tra i piedi e sposta tutti i riflettori su di sé. Quando, però, tutto sembra andare per il meglio ecco che prendono forma le montagne russe del Faraone che in un attimo ...
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