Roma d’istinto, Juventus sadica: la domenica di Mourinho e Allegri
Chi l’ha detto che guardarsi indietro è sempre un errore? Provate a spiegarlo a José Mourinho, che lo ha letteralmente fatto girandosi verso la panchina e incrociando lo sguardo di Azmoun. L’uomo che, di fatto, ha cambiato in positivo la partita della Roma contro il Lecce per il gol dell’1-1. Non basta? Allora tentate in tutti i modi – e badate, c’è chi ci prova da anni – a spiegarlo ad Allegri. La sua Juventus guarda indietro molte, forse troppe volte contro la Fiorentina. Per chiudersi, proteggersi, ripararsi. Ma vince, dunque ha ragione? Basta con le domande, almeno per ora, visto che a rispondere ha pensato l’intera undicesima giornata. Bremer, Juventus @livephotosport La cura dell’episodio Essa consegna agli occhi degli spettatori un’Inter consapevole e fortissima, un Milan al primo assaggio di una crisi inevitabile, una Lazio che le fa eco e un Napoli vincente ma scontento. Completano in quadro, dopo questa domenica, una Roma totalmente d’istinto e una Juventus sadica, ancor più che cinica. Due squadre che, in una Serie A che cerca al 95% la modernizzazione calcistica, si siedono allo stesso tavolo mangiando con le mani e pulendosi con un fazzoletto di carta, in mezzo a tanta argenteria e seta. Allegri e Mourinho sono i migliori, se la situazione lo richiede, a massimizzare l’episodio lasciando le critiche agli altri, stringendo il fagotto a gara terminata e osservando l’avversario incamiciato interrogarsi su cosa non è andato, fissando ...
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