FIFA e UEFA toccano il Fondo: la sosta diventa siesta

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Tre volte in tre mesi. Tre pause per ciascun campionato, viaggi internazionali ed intercontinentali. Partite ogni tre giorni per chi ne gioca altrettante, durante l’anno, nello stesso lasso di tempo. Ritorno al punto di partenza, anzi in campo direttamente nel weekend. Neanche il tempo di fare allenamento, insomma, forse nemmeno di passare prima da casa a lasciare le valigie. Tutti i calciatori, categoria che resta comunque tra le più privilegiate, hanno un nemico comune: la sosta per gli impegni delle Nazionali. Si tratta di un avversario subdolo poiché in fin dei conti tutti vogliono viverlo, tale è l’onore di difendere i colori del proprio Paese nello sport più bello di tutti. E allora chi lo governa, questo sport, dovrebbe avere l’accortezza di rendere l’onore quantomeno a basso rischio: la FIFA nel caso specifico delle qualificazioni mondiali, la UEFA per le europee ma anche per la Champions League che verrà. Il problema principale è quello degli infortuni, che nella pausa appena conclusa toccano vette inesplorate. Sono 19 i calciatori che torneranno a (non) disposizione dei propri tecnici: un numero che non può essere tollerato. Gavi, Spagna @livephotosport La morte del calcio Nel marasma di date da ricordare e appuntamenti da non saltare, il miglioramento degli atleti è inversamente proporzionale agli introiti che generano e che, a quanto si vocifera, andrà sempre in netto aumento a livello sistemico a causa delle decisioni di FIFA e UEFA. Europei e Mondiali aumenteranno il numero di partecipanti, verrà introdotto ...



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