Troppo Bellingham: ma l’Italia c’è
L’ultimo dominatore dell’aria uscì in tutte le sale nel lontano 2010 e chi l’avrebbe mai detto che, 13 anni dopo, sarebbe bastato cambiare una vocale per dedicarlo interamente a Jude Bellingham? Pensandoci bene, identificarlo come dominatore dell’area risulterebbe alquanto riduttivo. In Real Madrid-Napoli il calciatore inglese bazzica le vie centrali del campo così come le fasce, lavorando offensivamente e in interdizione. Sbagliando poco o, meglio, nulla. Nel muoversi sinuosamente tra le linee partenopee, Jude trova il tempo di inserirsi per un 2-1 da attaccante consumato e chiudere la partita con un assist che di base fa parte del repertorio di un altro numero 5 della storia del Real Madrid. Ma per Ancelotti “Bellingham è diverso da Zidane”, tuttavia rimane clamorosamente dominante rispetto agli avversari. Che comunque tornano dalla Spagna parzialmente soddisfatti, così come l’Inter raccoglie dalla sua il secondo tempo di Lisbona: l’Italia c’è. Ma allora, cosa manca? Napoli e Inter, qualcosa di buono Prima di tutto, soffermandoci sulla partita del Napoli, manca l’impresa. Non di certo la prestazione. Tornare con una vittoria da Madrid è sempre miracoloso indipendentemente dalla maglia che si indossa, ma di certo la formazione di Mazzarri ha spaventato la capolista del girone. Simeone prima e Anguissa poi hanno piegato le mani a Lunin, segno che le armi per far male alle Merengues sono di serie nella rosa azzurra. Nelle notti di Champions, però, sono spesso i trascinatori a prendersi ...
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