Juventus operaia e vincente: il Paradiso è alla portata
Dalla penna, la voce e la cinepresa di Elio Petri il cinema italiano ha ricevuto un film molto più profondo di quanto il titolo suggerisca. La classe operaia va in Paradiso è targato 1971, anni in cui il calcio era totalmente un altro sport rispetto a quello che vediamo ora ma da cui emergono spaventose analogie con la Juventus di oggi. Quella vittoriosa con il Napoli è stata una Vecchia Signora operaia, come quella di Vycpalek nell’anno d’oro del Petri regista. Gatti, ruvido e decisivo In attacco c’era Pietro Anastasi, l’emblema del senso di rivalsa di chi dal Sud si recava al Nord per cercare fortuna, in completo parallelismo con un ragazzone che non fa l’attaccante ma di gol pesanti ne segna a raffica. Gatti al Nord è nato, precisamente a due passi da Torino, ma come attitudine e garra sembra provenire da un’altra epoca. La manata sul pallone che fa ammonire un nervoso Kvaratskhelia è da manuale del calcio di provincia, la cui applicazione in Serie A non è affatto vietata. In un mondo platinato e gellato, lunga vita a Federico da Rivoli che non vincerà la classifica marcatori bianconera come Pietruzzu nel 71/72 ma gradirebbe condividerne il destino. Lo avevate capito, no? Nell’anno in cui il proletariato nei cinema italiani sfiorava il Paradiso, la Juventus vinse lo Scudetto con un punto di vantaggio sul Milan. Cambiaso e Kvaratskhelia, Juventus-Napoli @livephotosport Juventus, entusiasmo ...
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