Inter tra palco e realtà
Terminare un girone di Champions League al secondo posto da vice-campione in carica e con tutti i favori del pronostico non è di certo motivo di sorrisi e pacche sulle spalle. Ma al termine dello 0-0 con la Real Sociedad, è tremendamente complicato contestare qualcosa all’Inter di Simone Inzaghi. Forse la mancanza della solita incisività sotto porta o un’inconsueta scarsa lucidità nell’ultimo passaggio, ma sono piccolezze nell’economia di una qualificazione ottenuta già un mese fa. Rimpianto Lisbona, ma Inzaghi è ottimista Semmai, in un calcio in cui si valuta la formazione giusta ogni tre giorni, ad alimentare il rimpianto per l’obiettivo sfumato sono i due punti persi a Lisbona. La rimonta dell’Inter contro il Benfica è stata epica, però alla fine il palo di Barella ha pesato più del 3-3 finale. Ad oggi, la gita portoghese è l’unico neo gestionale di Inzaghi da un anno a questa parte, dove l’impellente trasferta di Napoli è stata considerata più importante dell’impegno europeo immediato. Non batte ciglio il Demone vestito di nerazzurro, che al termine della gara con la Real Sociedad ricorda: “Un anno fa, da secondi nel girone, siamo arrivati fino alla finale”. E guai a contestare i fatti, che indubbiamente danno ragione ad Inzaghi che però dovrà guardarsi attentamente dal ...
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