Milan out, ma è 7 su 7: il termometro del calcio italiano
I più attenti ricorderanno che le prime grida d’allarme iniziarono nell’estate del 2014, quando la Nazionale abbandonò troppo presto il secondo Mondiale di fila. Nessuno poteva immaginarne addirittura l’assenza nei due successivi, mentre ci si interrogava su cosa a livello di settore giovanile non andava nel calcio italiano. Parallelamente, grazie a qualche colpo a parametro zero e a diverse notti magiche a livello europeo, l’Italia dei club è tornata a rompere le uova alle big d’Europa. In principio ci fu la Juventus, con due finali di Champions in due anni, poi l’anno scorso l’Inter che 13 anni dopo Madrid ci ha riprovato andando a sbattere contro i colossi del City. Ma è proprio la stagione 2022/23 quella che ha aperto gli occhi alle avversarie dei club nostrani in Europa, ricordandole il peso specifico e storico che le nostre maglie possiedono. L’antipasto lo ha fornito la Roma, vincendo la Conference e centrando la finale di Europa League nella stagione successiva. La Fiorentina si è arresa al 90′ con il West Ham, Milan e Napoli rispettivamente in semifinale e ai quarti di finale dell’ultima Champions: e quest’anno l’asticella è volata ancor di più verso l’alto. Stefano Pioli, Milan @livephotosport Milan, rimpianto ed Europa League A fare le spese dell’innalzamento del livello di questa stagione, in Champions League, è stato il Milan che in un girone di ferro ...
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