Modestie a parte
Per tre venerdì di fila, la giornata di Serie A è stata aperta dalla Juventus. Nei primi due casi, i bianconeri hanno potuto accomodarsi in poltrona e guardare con tre punti in più in graduatoria qualsiasi concorrente, sia per lo Scudetto che per il posto Champions. A Monza e Napoli, però, non fa seguito il Genoa che stoppa i bianconeri di Allegri al Ferraris. In quel di Marassi finisce 1-1 con Chiesa che apre il match, richiuso ad inizio ripresa dal solito Gudmundsson. La Juventus, che manca il sorpasso momentaneo all’Inter, si scopre improvvisamente parte di un circolo instabile. Una serie di situazioni che esaltano in caso di vittoria finiscono, con un pari, a limitare pericolosamente il giudizio sulla Vecchia Signora. Ed Allegri per la prima volta in stagione scopre l’altra faccia del calcio pragmatico. Gli episodi si cercano e si creano, certo. Ma a casa di Gilardino il contrappasso è amaro e Madama resta vittima dell’effetto boomerang. Di fatto, al Genoa basta una sortita, ai bianconeri non ne bastano un paio verso fine gara per rimettere il muso davanti. Tuttavia, ora i tempi sono maturi per chiedersi: Juve, sei tutta qui? Albert Gudmunsson, Genoa @livephotosport Signora episodica Si può davvero pensare di vincere uno Scudetto senza mostrare alcuna velleità di raddoppio, una volta andati in vantaggio? Il riassunto della Juventus è tutto qui, in quella semplicità di calcio che il proprio allenatore predica e che sbugiarda qualsiasi lavagna, dato o tastiera. Aspetti che aiutano a capire perché in campo la Signora non riesca a superare ...
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