Caro Babbo Natale, con Mazzarri torniamo in alto? La letterina del tifoso del Napoli
Caro Babbo Natale,quest’anno ho festeggiato come non mi succedeva dagli anni 90′. Ho aspettato 33 anni, ingoiando il rospo amaro in più di un’occasione. Ricordi quella sconfitta a Firenze nel 2018? Un pomeriggio che è rimasto come una cicatrice indelebile sulla mia pelle, nel quale a colpire con una tripletta è stato uno dei miei attuali attaccanti. La delusione è stata tanta, il desiderio di rivalsa ancora di più. Il percorso per arrivare al successo è stato lungo e tortuoso, tra cambi di allenatore ed addii illustri, ma alla fine ce l’ho fatta. Lo Scudetto è finalmente arrivato, in una serata di maggio ad Udine. Non potrò mai dimenticare la festa fra le strade della città, i fuochi d’artificio, il popolo che si è riunito in Piazza del Plebiscito per cantare, esultare ed esprimere il proprio amore per i colori azzurri. Attimi destinati ad essere tramandati di generazione in generazione, in una stagione che ha superato qualsiasi tipo di aspettativa. Da quel giugno, però, le cose sono cambiate, anzi, si sono completamente ribaltate. La realtà è che ho perso alcuni dei miei punti di riferimento. Spalletti mi ha salutato, forse conscio dell’impresa compiuta e delle scarse possibilità di riconferma sul tetto d’Italia. Con lui sono partiti anche Kim e Lozano, destinazione Germania ed Olanda. Come dono, in cambio, mi sono stati portati Garcia, Natan e Lindstrom. Con il primo il feeling non è mai scattato, per un motivo o per l’altro. Cercavo in lui un attracco verso il futuro, ma sono rimasto troppo attaccato al recente passato, pieno di gioie e soddisfazioni. A prendersi la briga ed il compito di guidarci di nuovo è stato Mazzarri, una persona che ...
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