Superlega e UEFA, trasparenza di carta: il tifoso perde sempre
Non è bastata una giornata a riordinare le idee, dopo la bomba giudiziaria esplosa dalla Corte UE. UEFA e FIFA non godranno più del monopolio in termini di organizzazione di competizioni calcistiche, tanto che per loro sarà impossibile sanzionare i club che gradiranno sposare altri tornei. Ogni riferimento alla Superlega, che il 21 dicembre ha messo definitivamente il naso fuori dalla tana, è puramente voluto. Uno schiaffo alla superiorità di cui Ceferin si fa portavoce insieme ad Infantino ormai da mesi e che insiste a mostrare anche dopo la sentenza: “Non vedo l’ora che inizi la Superlega, sarà una competizione bellissima con due squadre”. Il riferimento ironico è a Barcellona e Real Madrid, le uniche a non averla abbandonata mai mentre a livello formale, secondo le ultime indiscrezioni, i club a non esserne usciti sarebbero molti di più. Senza addentrarci nella selva oscura definita da firme e clausole, però, occorre fermarsi e capire: dov’è la fregatura, in tutto questo? Aleksander Ceferin, presidente UEFA @livephotosport Superlega e UEFA, i dubbi del tifoso Da tempo si richiede a gran voce il ritorno di un calcio a misura di tifoso, sempre più accantonato e declassato a cliente puro da numerose società sportive. La ribellione si fece sentire all’alba della Superlega, soprattutto in Premier, e negli stadi durante i mesi successivi. Allo stesso modo, non sono mai mancate le critiche a UEFA e FIFA sin dai tempi di Platini e Blatter, che in Ceferin e Infantino hanno avuto due successori longevi ma in egual modo bersagliati. Per giunta sempre ...
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