La Roma non fa male, Mourinho fa autogol

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Come un animale enorme, scegliete voi quale, che ruggisce, abbaia, fa rumore. Ma non morde. Che gonfia il petto, ma senza colpo ferire. Una bestia che nel momento di azzannare la preda si ricorda di avere ancora gli arti incatenati. Così è la Roma, e non solo nel derby di Coppa Italia contro la Lazio. Servono più di 80 minuti agli uomini di Mourinho per impensierire Mandas, sostituto dell’influenzato Provedel, e per sfiorare il gol del mercoledì con una rovesciata di Lukaku. Fino ad allora zero, come i gol segnati nei 90′: encefalogramma piatto. E non può essere solo un caso se alla fine della gara i ricordi dei tifosi giallorossi si legano solo al rosso di Azmoun o a quello di Pedro, o di Mancini. O le speranze di alcuni si aggrappano addirittura ad un improbabile successo a tavolino per la bottiglia lanciata alle spalle di Bove, dagli spalti – sia chiaro, gesto assolutamente da condannare. Succede perché non hanno un’occasione su cui recriminare: i tifosi della Roma non riescono più nemmeno a piangere sul latte versato. Proprio perché il cartone rimane direttamente sigillato in frigo. Felipe Anderson e Paredes @LPS La Lazio vola, José recrimina E allora è fisiologico che gli applausi, meritati, se lo prenda tutti la Lazio. Squadra dormiente a inizio anno, ma oggi unica italiana contemporaneamente in Coppa Italia e Champions League. Nonché in corsa per un altro trofeo con cui ha un buon rapporto, la Supercoppa che proverà a portare via a fine mese nell’inedita formula in Arabia Saudita. E la Roma? Nel cuore del tifo social si recrimina ...



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