Mourinho-Roma, l’incantesimo si scioglie: il divorzio per tornare grandi
Era il 4 maggio 2021 quando Roma, sponda giallorossa, entrava in visibilio: Mourinho è il nuovo tecnico, un campione per tornare grandi. La squadra ne veniva da un’annata non semplice che l’aveva portata a centrare “soltanto” il settimo posto in classifica, diventando la prima italiana a partecipare alla nuova coppa europea appena istituita: la Conference League. Da quel momento in poi, è giunto un saliscendi di emozioni che ha alternato soddisfazioni, con tante delusioni e momenti complicati, con un unico denominatore comune: Mourinho non si tocca. È come un incantesimo, quello che ha tenuto legati tifoseria e mister in questi due anni e mezzo, ma, si sa, ogni incantesimo è destinato a sciogliersi. Dalla Conference alla confusione, l’avventura di Mourinho a Roma La Conference League conquistata a fare da apripista agli anni in giallorosso del tecnico, fautore del famigerato triplete dell’Inter, a Roma. Un successo che, nei cuori dei tifosi, rafforza l’idea di avere in casa un allenatore in grado di vincere quando conta e di riportare i trofei tanto attesi nella Capitale. Un anno dopo arriva la riconferma, con la finale di Europa League raggiunta che pone in ombra le difficoltà in campionato. La gara contro il Siviglia, però, non porta l’esito sperato e, con le proteste contro l’arbitro Taylor a far da sovrane, cancella, di fatto, le ambizioni stagionali. Sì, perché sebbene si tratti di una sconfitta sul filo del rasoio, la mancata coppa obbliga l’ambiente a far luce sulla Serie A, conscio che l’incantesimo di Mourinho nelle coppe non è infallibile. Vaso di pandora aperto e, nonostante il tecnico non venga ancora messo in dubbio, le domande iniziano a bussare alla porta. Un gioco non esaltante e, a tratti, ...
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