De Rossi non stecca all’esordio: la nuova Roma prende forma
Il pomeriggio all’Olimpico inizia con una serie di emozioni contrastanti, da una parte la gioia per il ritorno di De Rossi alla Roma sotto nuova veste, dall’altra la delusione per l’esonero di Mourinho. E i tifosi li manifestano ancor prima del fischio d’inizio, con cori per quello che da sempre è il loro simbolo e striscioni per colui che li ha rappresentati negli ultimi due anni e mezzo. Fischi sonori, invece, per i giocatori, da Pellegrini a Zalewski e Spinazzola, passando per Smalling quando inquadrato sui maxi schermo: le ovazioni, invece, sono tutte per Bove, richiesto da molti come nuovo capitano, e, ovviamente per DDR. Poi, c’è il campo, che restituisce fin da subito importanti novità. De Rossi passa alla difesa a 4: terzini molto alti La prima novità era nell’aria già nel corso della settimana, ovvero la scelta di De Rossi di mettersi a 4 in difesa, dettata probabilmente anche dall’assenza di alcuni interpreti come Mancini e N’Dicka. La Roma non sembra soffrire il cambiamento, che porta i due terzini ad avere una posizione molto alta generando ampiezza e dando la possibilità a Dybala ed El Shaarawy di giocare più all’interno del campo. E proprio da un inserimento di Karsdorp, servito da una palla illuminante di Bove, nasce la prima grande occasione del nuovo corso. Non si vedono i soliti lanci lunghi nella terra di nessuno che hanno caratterizzato, in particolare, le ultime settimane, ma è una Roma che vuole giocare palla a terra con scambi veloci, senza disdegnare il possesso che alla fine sarà al 62%. Un gioco piuttosto verticale che si concretizza con l’imbucata di Pellegrini per El Shaarawy ...
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