La Supercoppa italiana a Riyad: il coraggio del cambiamento
Tra qualche ora verrà assegnata la Supercoppa italiana, con Napoli ed Inter che si contenderanno il trofeo in quel di Riyad. La prima edizione con il nuovo format a quattro squadre sta quindi per andare in archivio e di certo non sono mancate, e non mancheranno in futuro, le polemiche. La scelta di giocare la competizione in Arabia Saudita non è piaciuta ai più, indignati dal puro ritorno economico a discapito della tradizione. A far aizzare ancora di più gli haters c’è stata poi la visione di uno stadio decisamente vuoto in occasione del primo match. La scarsa partecipazione del pubblico saudita, sommata alla quasi proibitiva trasferta per le tifoserie, non ha infatti fornito la miglior prima impressione. Il perché del trasportare una competizione nostrana all’estero è stato un po’ il pensiero andato per la maggiore, ma con i dovuti miglioramenti questa novità potrebbe rappresentare un bene visto il momento storico del calcio italiano. Il modello americano e gli altri campionati europei Ciò che negli ultimi anni è sotto gli occhi di tutti è una chiara involuzione del nostro campionato, a livello competitivo e qualitativo. Risollevarsi deve essere l’obiettivo chiaro agli organi competenti e portare novità che siano al passo con i tempi è la strada da percorrere. Per quanto possa non piacere a primo impatto, resta il bisogno di esportare il marchio Serie A nel mondo. Esempi da cui prendere spunto non ...
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