Gigi Riva, il simbolo di un’isola: Cagliari nel cuore

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Gigi Riva e la Sardegna. Una cosa sola, legati per sempre, da quel magico 12 aprile 1970, quando il Cagliari vinse il primo (e finora) unico Scudetto della sua storia. Rombo di Tuono, spentosi all’età di 79 anni, lascia un vuoto incolmabile, complicato da metabolizzare. La città rossoblù, divenuta casa sua piange il suo storico numero 11, prima semplice giocatore, poi eroe, infine cittadino onorario. Un uomo taciturno, che si esprimeva quando serviva, preferendo lasciar parlare il suo sinistro in campo. Primo per gol segnati con la maglia del Cagliari, miglior marcatore anche in Nazionale, Riva è rimasto sempre coerente con sé stesso, scegliendo di diventare sardo. Nel cuore, nella mente e nell’anima. Un’intera carriera trascorsa in Sardegna, terra che l’ha immediatamente accolto come un suo figlio, quando si trasferì a soli 19 anni, per portare i rossoblù in Serie A per la prima volta. Un’isola che l’ha eretto a simbolo, divenuto poi divinità dopo lo Scudetto, riservandogli un affetto mai più replicato per nessun altro. Rombo di Tuono, un eroe fra gli eroi Il suo soprannome, Rombo di Tuono, coniato da Gianni Brera, lo accompagnerà per sempre durante tutto l’arco della sua avventura calcistica. Il suo mancino pronto a esplodere da un momento all’altro è stato, per anni l’incubo dei portieri, che vivevano un inconscio complesso di inferiorità quando vedevano Riva avvicinarsi all’area. Tre volte consecutive capocannoniere della Serie A, quando Gigi tirava era come se volesse squarciare il pallone, con un rumore che ricordava vagamente quello di un tuono, salvo poi (nella maggior parte dei casi) gonfiare la rete. Per anni, il popolo rossoblù ha affollato gli spalti del leggendario Amsicora, per sostenere il magico Cagliari di Manlio Scopigno, il Filosofo, colui che accompagnerà la Sardegna sul tetto d’Italia. Un’isola intera, maltrattata per svariati secoli da Aragonesi, Genovesi, Pisani e Savoia, che si riscopre la migliore. Ancora capace di guardare tutti dall’alto in ...



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