Sanremo è Sanremo, ma lasciate in pace Sinner
Venghino, signori, venghino. Sul carro Sinner c’è posto a sufficienza per tutti, da chi ne ha da sempre esaltato le gesta nei momenti difficili a chi nel modo più becero e ignorante del mondo non considerava l’altoatesino neppure come un italiano ed ora, illuminato dalla luce divina, è rinsavito. Il nostro Paese è stato investito dall’onda di positivo entusiasmo dopo la vittoria di Jannik negli Australian Open, che ha riconsegnato all’Italia del tennis un trofeo del Grande Slam dopo mezzo secolo di attesa. Neanche il tempo di poggiare i talloni sul suolo italico, che l’astro nascente della racchetta si accorge di esser divenuto star totale. Ne aveva avuto un assaggio dopo la finale ATP a Torino e la vittoria in Coppa Davis, ma tornare raggiante da Melbourne ha tutt’altro effetto. E così, come spesso accade, parte l’iter di visite istituzionali, dalla Premier Giorgia Meloni ai vertici dello sport italiano. Una vetrina stra-meritata per Sinner, che in un contesto fortemente calciofilo ha ritagliato per sé lo stesso spazio che in passato hanno faticosamente ottenuto Valentino Rossi, Alberto Tomba e pochi altri eletti. Ma non è tutto oro quel che luccica. Sinner con l’Italia, Coppa ...
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