Nel ricordo di Mihajlovic: il guerriero che visse due volte
Nella giornata in cui scompare Andreas Brehme, il mondo del pallone si ferma per ricordare un’altra grande figura del nostro calcio. Oggi, 20 febbraio 2024, Sinisa Mihajlovic avrebbe compiuto 55 anni. Invece, nella mente degli appassionati, rimane, tristemente indelebile, il ricordo di quel 16 dicembre 2022, quando la leucemia lo sconfisse definitivamente in una battaglia che il serbo aveva già vinto una volta. Con il suo temperamento, la sua forza di volontà e anche con l’ironia pungente, Sinisa aveva saputo unire, anche tifosi di fede divergente. Figura centrale, tanto in panchina quanto in campo, Mihajlovic riusciva sempre a trovare le parole giuste in ogni frangente, sebbene il suo carattere lo abbia condotto, spesso e volentieri, oltre le righe. Ma era proprio questo il punto di forza. La capacità di essere schietto, diretto, a tratti rude, ma sempre e comunque sincero. Diretto, proprio come le sue parabole da calcio piazzato. Traiettorie perfette e precise. Le sue punizioni hanno rispecchiato il Mihajlovic persona. Non un personaggio, come molti allenatori amano apparire, ma un uomo vero. E proprio come ogni persona sincera che si rispetti, Sinisa non è stato simpatico a tutti, anche se nessuno ha mai osato accusarlo (e ci mancherebbe) di incoerenza. 55 anni fa nasceva Siniša Mihajlovi?. Ci manchi, Siniša. pic.twitter.com/JzBt7MM4rh— Lega Serie A (@SerieA) February 20, 2024 Sinisa, l’ultimo dei romantici In un mondo calcistico che viaggia inesorabilmente verso la malsana direzione dei soldi, un uomo come Sinisa avrebbe senza dubbio trovato il modo di cantarne quattro ...
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