Roma, ancora si: De Rossi e l’identità ritrovata
Magia e routine si intrecciano all’Olimpico, nel ritorno dei sedicesimi di finale di Europa League. L’ennesimo confronto con il Feyenoord vede la Roma scontrarsi con una porta stregata, una mole di gioco prodotta per gran parte della partita in quantità superiore all’avversario e un 1-1 che, nei 120′, sta molto stretto ai giallorossi. Poi dal dischetto si fa festa ed arriva l’ormai consueta eliminazione dei biancorossi di Rotterdam per mano di Pellegrini e compagni – che gol del capitano, a proposito. L’ennesima mazzata su una rivalità che cresce di anno in anno e va puntualmente ad impattare con il valore della Roma, superiore a Tirana come nel doppio confronto di un anno fa in Europa League. Stessa competizione oggi, in attesa dei sorteggi degli ottavi, ma con un allenatore diverso: Daniele De Rossi ha il merito di seguire la striscia positiva di Mourinho, pur cambiando lo spartito dell’orchestra che appare più coinvolta nel suonare la musica Made in DDR. Svilar, Roma @Twitter Taglio netto E così, tra un La Roma (ancora) si, e il Feye no e l’altro, c’è tempo per riflettere ...
Tutto il materiale presente in questo articolo è coperto da Copyright Footballnews24.it a norma dell' art. 70 Legge 22 aprile 1941 n. 633. Le immagini presenti non sono salvate in locale ma sono Copyright del sito che le ospita.