Memorie di Adriano, breve storia di un Imperatore decaduto
Memorie di Adriano, breve storia di un Imperatore decaduto SportCafe24.com Il mio fine settimana è stato, come sempre, monotematico. Scorpacciata di calcio domenicale, un sabato sera davanti prima a Monza Roma e poi a Torino Fiorentina. Nel mentre, sul cellulare, facevo su e giù sui social. Un po’ di notizie, qualche post, due foto, dei video. Quello che cattura la mia attenzione propone un mix letale: Adriano che canta “Sere Nere” di Tiziano Ferro. Non è recente, a guardare bene è almeno di tre anni fa, eppure quel video mi disturba. Mi stupisce, non mi diverte. Adriano sembra felice, è su un balcone vista oceano, sul tavolo c’è un bel bicchiere di vino bianco. E lui canta, felice. Felice come quando giocava a calcio. Adriano, con la maglia dell’Inter. Fonte Foto: Eurosport Gli anni d’oro dell’Imperatore È il 2006, l’anno che avrebbe portato l’Italia sul tetto del mondo. Non lo sapevamo ancora quando, tra le mani, stringevamo l’ultima uscita di Pro Evolution Soccer, arrivato al sesto capitolo. In copertina, insieme al bomber Luca Toni, c’era lui: Adriano. L’anno prima, con la maglia dell’Inter, aveva messo a segno 19 gol in 47 partite. Quello prima ancora 28 centri in 42 incontri. Sono gli anni dell’Imperatore, di calciatore che sembra venuto da un altro pianeta per tecnica e potenza, per fantasia e struttura corporea. Sono gli anni del coro della Nord interista: “Che confusione, ...
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