Lautaro, non aver paura
Sole sui tetti dei palazzi in costruzione, fari che sbattono sui campi di pallone. Parafrasando, o quasi, De Gregori è possibile individuare l’impatto visivo del Wanda Metropolitano, ma non quello acustico: per apprezzare quello, ieri sera durante Atletico Madrid-Inter, vi era l’obbligo di presenza. E i nerazzurri di Inzaghi seguiti dall’amore di tifosi più o meno VIP in tribuna si sono presentati, eccome, per chiudere un discorso qualificazione durato ben oltre 120 minuti. Amaro sa essere il calcio quando tutto si riduce ad 11 metri, ad un singolo fischio e ad un ammonimento al portiere: “Bisogna calpestare la linea, almeno con un piede”. Quello di chi tira invece sembra pestare i carboni ardenti nell’avvicinamento all’area, invasa dai fischi biancorossi che ad un certo punto hanno rimpicciolito la porta di Oblak. Notte fonda per l’Inter, passata in vantaggio e poi rimontata. Infine eliminata, dopo l’errore decisivo di Lautaro Martinez dal dischetto. Lautaro Martinez, Inter-Real Sociedad @livephotosport Contro la retorica Quando si sbaglia un rigore si sente il mondo crollare sopra ...
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