?? Serie A a 18 squadre: soluzione o utopia? Coppola e Max Cannalire in ESCLUSIVA
Il gioco del calcio. La passione che abbiamo condiviso tutti, chi più chi meno, fin da bambini. La sensazione di essere uniti in maniera viscerale da quello che all’apparenza è un semplice oggetto, di forma sferica e talvolta anche logoro e sporco. Ma questo, alla fine dei conti, non è mai importato a nessuno. Perché se c’è qualcosa che è in grado di toccarti l’anima alla minima pressione sul petto, al dolce baciar del piede, è proprio il pallone. Allora la domanda vien da sé. Perché trasformare quello sport che tanto amiamo in un’industria meccanizzata e basata su vile denaro? Perché abbandonare i valori di uno degli sport più belli che ci siano? Perché dare priorità alla singola entrata monetaria e lasciare in secondo piano la classe, l’estro e la genialità che, nel nostro campionato, si affievoliscono sempre di più? Una domanda banale per certi versi, la cui risposta è contenuta nella domanda stessa. Di prove ne abbiamo tante di fronte ai nostri occhi. In passato non abbiamo mai voluto veramente guardare cosa ci aspettava, ma adesso è arrivato il momento. In un mondo divenuto ormai un mercimonio televisivo bisogna urgentemente tornare a privilegiare la forza del calcio italiano. Serie A a 18 squadre è la soluzione? Di soluzioni ne sono state cercate tante, ma ad oggi la più probabile e discussa è quella della Serie A a 18 squadre. Un cambiamento importante che strizza l’occhio al passato, ma che guarda al futuro. A dimostrarlo è anche il modello tedesco che negli ultimi tempi sta vedendo una grande crescita sotto tutti gli aspetti. Esultanza Roma @Twitter Unico grande nodo per questo passaggio di testimone è il consenso unanime e, dunque l’obbligo d’intesa. Un tema delicato che, nell’ultima riunione di Lega, ha spaccato la Serie A su due fronti: chi accoglie il nuovo format, come Inter, Juventus, Milan e Roma, e chi si è posto contro tale ‘rivoluzione’, ovvero il restante delle 16 squadre. I pro e i contro La spaccatura avvenuta non è di certo casuale. Le big sono ...
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