La piaga delle scommesse: Camorra, Napoli e bookmakers. I prestanome fanno la differenza

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La camorra, la potente organizzazione criminale di origine campana, ha dimostrato una straordinaria capacità di adattamento e diversificazione delle proprie attività illecite. Tra queste, il settore delle scommesse e dei bookmakers a Napoli rappresenta una delle principali fonti di reddito per molte famiglie camorriste. Questo business, estremamente lucrativo, viene gestito attraverso una combinazione di minacce, corruzione e sofisticate strategie finanziarie. Il controllo dei bookmakers A Napoli e nelle zone circostanti, la camorra ha preso il controllo di numerosi punti di scommessa, sia legali che illegali. Le modalità operative sono variegate e includono: Apertura di agenzie proprie: Le famiglie camorriste aprono e gestiscono direttamente agenzie di scommesse, spesso intestate a prestanome. Questi punti di scommessa possono sembrare del tutto legittimi, ma i proventi finiscono nelle casse della camorra. Estorsione e protezione: I clan impongono una “tassa” o un “pizzo” ai gestori di agenzie di scommesse indipendenti. In cambio, offrono protezione e garantiscono che non ci siano concorrenti indesiderati nella zona. Manipolazione delle quote e dei risultati: Grazie alla loro influenza, i camorristi possono manipolare le quote delle scommesse e, in alcuni casi, anche i risultati delle partite, assicurandosi così enormi profitti. La diffusione delle scommesse illegali Oltre ai punti di scommessa legali, la camorra gestisce una vasta rete di scommesse illegali. Questi circuiti clandestini permettono di eludere le regolamentazioni e le tasse statali, garantendo margini di profitto molto più alti. Le scommesse illegali sono spesso gestite attraverso: Punti di scommessa clandestini: Spesso situati in locali nascosti, come bar o circoli privati, dove i clienti possono scommettere senza lasciare tracce. Scommesse online: Utilizzando piattaforme online create ad hoc, la ...



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