Ibrahim Ba, si può sempre chiamare amuleto

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Ibrahim Ba, si può sempre chiamare amuleto SportCafe24.com Cresciuto in Francia, esploso nel Paese transalpino, un avventura in Italia fatta di alti e bassi. Questa è la storia di Ibrahim Ba. Una storia particolare e da raccontare, con le sue lunghe leve, le sue scorribande sulla fascia, le sue sgroppate, un look e un carattere molto particolare. Ma ci sono capitoli da analizzare e da sviscerare con attenzione. Dagli esordi al boom Nato a Dakar nel 1973, si è trasferito in Francia, con la sua famiglia, quando era ancora un bambino. Cresciuto nelle giovanili del Le Havre, la prima avventura da ricordare per lui c’è stata al Bordeaux, con cui ha vissuto una stagione importante. Sei reti in 35 presenze, con il centrocampista che fin da subito è entrato nel giro della Nazionale. E Ba è subito finito nel mirino di molti club europei, con il Milan che ha investito ben 11 miliardi e mezzo. Dopo delle buon premesse, con un’estate da protagonista e le prime partite di campionato giocate con la maglia rossonera, con un Capello che gli ha voluto subito dare fiducia. I meneghini quell’annata hanno però hanno stentato, chiudendolo con un anonimo 10° posto. Va detto che l’ex Bordeaux è stato fra i più positivi, con 31 presenze, un goal e 11 assist in campionato. A queste vanno aggiunte 9 presenze e 4 assist in Coppa Italia. L’anno successivo però qualcosa si è rotto, con l’arrivo in panca di Zaccheroni, con tanto di ...



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