Sandi (Ippica Nuova): “L’ippica italiana senza proventi è destinata a sparire. Necessaria una profonda riforma della programmazione delle corse”

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"Non sono contrario alla quota fissa ippica, che attraverso i bookmakers sul campo hanno da sempre caratterizzato le corse e le scommesse ippiche. Non sono a favore aprioristicamente delle scommesse a totalizzatore. Sono invece a favore del fatto che l’ippica nazionale debba assumersi la responsabilità delle decisioni sul suo futuro e che la gestione delle scommesse ippiche (e dei proventi che queste generano) sia una parte fondamentale del nostro equilibrio. Sono anche a favore della completezza dell’informazione e della chiarezza sui dati del nostro settore a partire proprio da quelli relativi ai proventi a disposizione". Questo quanto dichiarato da Giorgio Sandi, presidente dell'Associazione di Filiera Ippica Nuova. "I dati dicono con chiarezza che dalle scommesse a quota fissa arriva alla filiera ippica mediamente solo una percentuale di circa il 2% sulle scommesse raccolte mentre dalle scommesse a totalizzatore arriva circa il 13% - ha aggiunto Sandi -. E questa differenza non è a discapito dello scommettitore ma semplicemente deriva dalle differenti tipologie di gioco che si possono proporre, necessariamente molto semplici ...



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