Pubblicità giochi, Tar Lazio sospende multa a Youtuber, “sanzione eccessiva” e trasmette atti alla Corte Costituzionale. “Decreto Dignità in contrasto con i principi costituzionali di proporzionalità”

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Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Quarta) ha emesso un’ordinanza in risposta a un ricorso presentato contro l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM). Il ricorrente ha contestato la legittimità di una sanzione di 157.000 euro inflitta dall’Autorità, derivante dalla violazione del Decreto Dignità, che vieta qualsiasi forma di pubblicità di giochi e scommesse con vincite in denaro, anche indiretta, su qualunque mezzo. La violazione era stata accertata mediante pubblicazione di video promozionali su YouTube e Twitch. Il Tribunale, in particolare, ha disposto la sospensione del giudizio e la trasmissione degli atti alla Corte costituzionale, ritenendo che la questione di legittimità costituzionale sia rilevante e non manifestamente infondata. La Corte Costituzionale, quindi, è chiamata a decidere se la norma del decreto Dignità in materia di divieto di pubblicità “nella parte in cui non si riconosce alcuna discrezionalità all’autorità nella determinazione del quantum sanzionatorio”, sia o meno legittima. "Le sanzioni amministrative a carattere punitivo pur qualificandosi formalmente come misure amministrative, condividono con le pene in senso stretto non solo il contenuto afflittivo, ma soprattutto la causa giuridica che ne giustifica l’imposizione: entrambe costituiscono una reazione ordinamentale a una condotta illecita, cui si ricollega, in via diretta, l’imposizione di una restrizione o di un sacrificio a carico del trasgressore. In altre parole, l’effetto lesivo prodotto da queste misure non è, come accade nei comuni provvedimenti amministrativi, una conseguenza indiretta della realizzazione di un interesse pubblico specifico, bensì il risultato primario perseguito con l’irrogazione della sanzione. Proprio in considerazione di tale natura sostanzialmente punitiva, le sanzioni amministrative devono essere sottoposte – al pari delle pene – al vaglio di proporzionalità, che impone il rispetto di un rapporto di congruità tra gravità ...



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