C’era una volta il bomber: le big di Serie A hanno perso l’attacco
C’era una volta il bomber: le big di Serie A hanno perso l’attacco SportCafe24.com C’era una volta il bomber, quello vero: nove sulle spalle, fiuto del gol, area di rigore come casa. Oggi, in Serie A, sembra diventato una specie in via d’estinzione. Si segna ancora, certo, ma sono sempre meno gli attaccanti a farlo. È un paradosso che riguarda soprattutto le big del nostro campionato, ormai costrette a cercare reti da reparti e interpreti diversi. Basta osservare la classifica marcatori: in vetta, a quota cinque gol, non c’è un numero nove, ma Çalhano?lu dell’Inter, simbolo perfetto del centrocampista moderno con licenza di affondare e colpire. Lo affianca Riccardo Orsolini, anche lui a quota cinque: attaccante sì, ma esterno, spesso sacrificato in nazionale da quinto di centrocampo, e due delle sue reti sono arrivate dal dischetto. A seguire, terzo posto con quattro gol, c’è Kevin De Bruyne: il diamante del centrocampo di Conte al Napoli, non certo un centravanti, e anche lui con tre reti arrivate dagli undici metri. Insomma, i cannonieri tradizionali sono ai margini, mentre centrocampisti ed esterni si sono caricati sulle spalle il peso dell’area avversaria. La tendenza è evidente anche nella Capitale. Sponda giallorossa, Gasperini ha dovuto reinventare Dybala come centravanti vista la scarsa incisività di Dovbyk ...
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