Il futuro dei giochi in Italia tra sfide fiscali e riforme: intervista a Emmanuele Cangianelli (Presidente EGP-FIPE)

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Dal modello italiano di gioco pubblico alla stratificazione delle norme, dalla disomogeneità dei canali distributivi alla tutela del consumatore, dal contrasto al gioco illegale ai problemi della fiscalità, passando per il futuro del settore: tanti e molto interessanti i temi trattati dal Emmanuele Cangianelli, presidente di EGP-FIPE, in una esclusiva intervista rilasciata al direttore di Agimeg Fabio Felici.   L’Italia è considerata uno dei principali mercati europei del gioco. Qual è la ragione? "Il merito va al nostro sistema concessorio pubblico-privato. In oltre 20 anni questo modello ha sostanzialmente funzionato. Ha favorito la canalizzazione dell’offerta, integrando le nuove proposte in un contesto di legalità e controllo. Il risultato più importante è che abbiamo ridotto significativamente l’impatto dell’illegale, prima dominante". Eppure ci sono ancora molte criticità "Partiamo dai fatti. Negli ultimi cinque anni, dal periodo COVID, il mercato si è evoluto da solo, senza interventi strutturali, senza riequilibrio. Solo di recente è partito il riordino dell’offerta a distanza. Stiamo provando a recuperare un fenomeno pericoloso: l’ibridazione tra fisico e distanza". Il modello concessorio italiano distingue nettamente tra “rete fisica” e “giochi a distanza”. Questa distinzione è fondamentale. Da oltre 20 anni, infatti, tutti i giochi sono controllati “online” in qualche misura. Ma la modalità di interazione con il giocatore distingue - e deve continuare a distinguere - nettamente i perimetri regolatori. ...



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