Cangianelli (EGP-FIPE): “Concessioni di giochi pubblici, fare impresa nell’interesse pubblico”
"Per molti, parlare di gambling, di giochi “con denaro” significa partire da un giudizio. È lo stigma: un riflesso rapido, spesso emotivo, che riduce un fenomeno complesso a un’etichetta semplice. Nella pratica, però, questo riflesso può diventare una trappola: se lo stigma entra nella stanza dei decisori, orienta le scelte verso soluzioni “di facciata”, che danno un messaggio ma non migliorano davvero controllo, legalità e tutela. È qui che si colloca il lavoro di chi fa advocacy nei giochi pubblici. È un mestiere di chiarimento e di progettazione istituzionale: aiutare le istituzioni a distinguere tra ciò che appare giusto e ciò che funziona; tra ciò che riduce “visibilità” e ciò che riduce rischio reale. In Italia il gioco è “pubblico” perché lo ...
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