Lo scivolone azzurro e il “caso” Bosnia
Lo scivolone azzurro e il “caso” Bosnia SportCafe24.com Prima regola: mai portarsi sfiga da soli. Seconda regola, più importante anche della prima – anzi, fondamento di ogni sport (e della vita in generale): portare rispetto. Che sia il prossimo tuo, il vicino di casa o l’avversario della partita da “dentro o fuori” per i Mondiali. L’esultanza in diretta nazionale dei nostri uomini dopo i rigori tra Bosnia e Galles ha fatto il giro del mondo. Ed è arrivata, ovviamente, anche a Sarajevo. Dove le immagini sono viste e riviste, proiettate e riproiettate. Quale miglior strumento per compattare lo spogliatoio, unire la nazione, spingere una squadra che non parte, ovviamente, da favorita? Quale miglior modo per tirare fuori ancora più carattere, ancora più cuore, ancora più grinta? Basta leggere le parole di Tari Mihamerovic, difensore del Sassuolo e della nazionale bosniaca: “Diamo una lezione agli italiani e alla fine festeggeremo. Temiamo solo Dio e vogliamo mangiarci chiunque capiti sulla nostra strada”. Lo hanno detto anche dall’ambasciata italiana in terra di Bosnia, nella riunione con la FIGC: il clima sarà elettrico. Lo sarebbe stato comunque, nel catino ...
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