Beccacece, dall’ombra di Bielsa e Sampaoli all’impresa con l’Ecuador
Beccacece, dall’ombra di Bielsa e Sampaoli all’impresa con l’Ecuador SportCafe24.com Se questa fosse una serie TV, Sebastian Beccacece sarebbe il protagonista che arriva in scena dopo una vita trascorsa nei panni del comprimario. Per molti anni è stato l’uomo nell’ombra di Marcelo Bielsa e soprattutto di Jorge Sampaoli. Insomma, una sorta di vero e proprio collaboratore instancabile, quello che preparava ogni dettaglio, studiava gli avversari fino all’ossessione e viveva il calcio come una missione. Quando, nell’agosto del 2024, l’Ecuador gli ha affidato la panchina della nazionale, la sensazione è stata che quella potesse essere finalmente l’occasione per scrivere una storia tutta sua. La sua carriera, però, è sempre stata fatta di alti e bassi. Le esperienze da primo allenatore con Universidad de Chile, Independiente, Racing, Defensa y Justicia ed Elche hanno alternato intuizioni brillanti a cocenti delusioni. Eppure, chi lo conosce lo ha sempre descritto allo stesso modo: un perfezionista quasi maniacale, disposto a vivere ventiquattro ore al giorno per il calcio. Forse anche per questo il suo nome è rimasto legato a uno degli episodi più discussi della recente storia della nazionale argentina. Al Mondiale del 2018, quando era il vice di Sampaoli, il rapporto con Lionel Messi si è incrinato irrimediabilmente. Le tensioni nello spogliatoio erano evidenti e, secondo numerose ricostruzioni, tra Beccacece e il capitano argentino c’è statoun duro confronto, simbolo di una spedizione conclusa nel caos ...
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