Adel Taarabt, il grande “what if” del calcio moderno
Adel Taarabt, il grande “what if” del calcio moderno SportCafe24.com Ci sono giocatori che falliscono perché non hanno abbastanza qualità. Adel Taarabt appartiene alla categoria opposta: quelli che fanno arrabbiare proprio perché di qualità ne avevano tantissima. Guardandolo giocare nei suoi giorni migliori era difficile non pensare che potesse diventare un campione. Aveva un talento naturale raro: dribbling, tecnica, fantasia, personalità. Il problema è che nel calcio, soprattutto ai massimi livelli, il talento da solo non basta. E la carriera del classe 1989 è tutta racchiusa in questa distanza: quella tra il giocatore che sembrava poter diventare e quello che è realmente stato. Tra inizio, ascesa e discesa Nato in Marocco, ma cresciuto calcisticamente in Francia, Taarabt muove i primi passi nel settore giovanile del Lens. Fin da adolescente si capisce che ha qualcosa di diverso. È il classico giocatore che nei vivai sembra giocare con un secondo di vantaggio sugli altri: vede la giocata prima, salta l’uomo con facilità, ha una sicurezza tecnica quasi sfacciata. Ma già lì emergono anche i primi segnali di quello che sarà il tema della sua carriera: un talento istintivo, un giocatore che vive di fantasia e libertà e che ha bisogno di sentirsi protagonista, di avere il pallone tra i piedi, di poter improvvisare. È una qualità straordinaria, ma anche un limite quando si passa al calcio dei grandi. Nel 2007 il Tottenham decide di puntare su di lui. Ed ecco che in Premier League il suo calcio deve fare i conti con una realtà diversa. La tecnica non basta: servono continuità, intensità, disciplina tattica. Mostra lampi interessanti, ma non riesce ancora a trovare spazio e stabilità. Il talento c’è, ma è ancora troppo grezzo. Ed è per questo che passa al QPR. Nella stagione 2010-11 diventa, segnando e sfornando assist, il simbolo della squadra che conquista la promozione in Premier League. Gioca con una libertà assoluta e sembra avere il controllo totale delle partite. Il ...
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