Fiorentina, l’Europa non è più un’utopia

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Fiorentina, l’Europa non è più un’utopia SportCafe24.com Le amichevoli non assegnano punti e, spesso, nemmeno certezze. A volte, però, lasciano intuizioni e sensazioni in vista della stagione che sta per iniziare. Il 2-2 della Fiorentina contro il Real Madrid appartiene a questa categoria. Non perché un pareggio estivo autorizzi facili entusiasmi, ma perché ha mostrato qualcosa che, nello scorso campionato, non si era mai visto: una squadra con personalità, capace di reagire, di non disunirsi e di proporre un’idea di calcio riconoscibile, anche contro un’avversaria di livello internazionale. È presto, certo. Ma è abbastanza per dire che Fabio Grosso stia facendo un ottimo lavoro. Prima ancora dei risultati, si percepisce un progetto tecnico, con l’idea di pressare alti, giocare in verticale, recuperare il pallone con aggressività e tenere ritmi elevati. Un calcio che richiede organizzazione, ma che può valorizzare una rosa costruita con logica. Per questo parlare di Europa oggi non è un esercizio di ottimismo, ma una riflessione che poggia su basi concrete. Il mercato viola, infatti, sembra aver seguito un filo conduttore preciso. Non sono arrivati nomi scelti per il loro peso mediatico, ma calciatori funzionali all’idea dell’allenatore. Tra mercato e idee chiare In difesa, gli innesti di Viery e Drăgușin possono cambiare il volto del reparto. Il primo porta aggressività e intensità, il secondo garantisce forza fisica, velocità e sicurezza nei duelli. Accanto a loro ci sono due investimenti di ...



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