Il talento di cristallo: l’enigma irrisolto di Stefano Sensi
Il talento di cristallo: l’enigma irrisolto di Stefano Sensi SportCafe24.com Era l’autunno del 2019, quando Stefano Sensi sbarcava all’Inter. Il suo impatto è stato di quelli importanti, con le sue qualità a prendersi la scena. La parabola del centrocampista marchigiano resta una delle più dolorose del calcio italiano moderno, con il suo talento imprigionato in una struttura troppo fragile. La sua storia è partita da lontano, con la sua gavetta che è cominciata nei settori giovanili di Rimini e Cesena. La prima avventura tra i professionisti è stata con la maglia del San Marino, ma è stato il ritorno in bianconero, in Serie B, ha acceso i riflettori su di lui, con qualcuno che l’ha paragonato a Marco Verratti. Ed è stato là che è cominciato tutto. L’esplosione al Sassuolo, ma poi… È stato il triennio al Sassuolo a trasformare la promessa in realtà. Sotto la guida di Eusebio Di Francesco prima e di Roberto De Zerbi poi, Sensi è diventato uno dei centrocampisti più forti del nostro campionato, conquistando anche la Nazionale. In neroverde si è imposto come un regista moderno completo, combinando una straordinaria visione di gioco periferica a un baricentro basso, che lo rendeva imprendibile nello stretto. Da non dimenticare poi la sua preziosa versatilità tattica: abile sia nel dettare i ritmi davanti alla difesa che nell’inserirsi sulla trequarti, abbinava un tiro preciso da fuori a un’insospettabile aggressività nel pressing alto per recuperare il pallone. Nell’estate del 2019, l’Inter ha deciso di scommettere su di lui. Sotto la guida di Antonio Conte, l’impatto è stato a dir poco folgorante, quasi inspiegabile per rapidità e incisività. Il classe 1995 è diventato immediatamente il cervello e il motore della squadra nerazzurra, segnando gol decisivi e sfornando assist. Il punto più alto è coinciso con una notte di Champions League ...
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