L’uomo delle tempeste: perché la carriera di Ivan Juric sembra una serie TV
L’uomo delle tempeste: perché la carriera di Ivan Juric sembra una serie TV SportCafe24.com Se la Serie A fosse un catalogo Netflix, la carriera di Ivan Juric non sarebbe una commedia romantica e nemmeno un documentario rassicurante. Sarebbe un thriller psicologico, di quelli dove il protagonista è costantemente sul filo del rasoio, accerchiato dai critici, ma trova sempre il modo di piazzare il colpo di scena prima dei titoli di coda. L’avvio della sua avventura sulla panchina del Monza è solo l’ultimo episodio di una saga infinita, ma tutta da raccontare. Le delusioni recenti e la nuova occasione Ogni antieroe cinematografico ha, in un certo senso, i suoi traumi, e per il tecnico croato i capitoli più dolorosi si chiamano senza alcun dubbio Roma e Atalanta. Nella Capitale, si è trovato stritolato in una piazza infuocata, pagando con l’esonero a fine 2024 in una situazione societaria ingestibile. Ma se a Roma le colpe erano collettive, il naufragio a Bergamo nel 2025 è stato un brusco risveglio. Era l’allievo che doveva raccogliere l’eredità di Gasperini, ma è affondato prima del tempo, sollevato dall’incarico a novembre. Macchie pesanti che avrebbero ridimensionato chiunque. Il suo telefono però ha continuato a squillare, come se la vera magia del suo “personaggio stia tutta nella sua capacità di rigenerarsi. Nonostante lo scetticismo di tifosi e opinionisti, quando si libera una panchina il suo nome spunta sempre. Il motivo è probabilmente molto semplice: ...
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