Rensch, l’enigma olandese che la Roma sta ancora aspettando

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Rensch, l’enigma olandese che la Roma sta ancora aspettando SportCafe24.com Grandi promesse, DNA Ajax e quel fascino internazionale che, al momento del suo sbarco a Trigoria nel gennaio 2025, aveva fatto gridare al colpo da Champions. A distanza di un po’ di tempo, però, l’avventura di Devyne Rensch alla Roma assomiglia sempre di più a un pesante vorrei ma non posso. Infatti il terzino olandese sta incarnando uno dei misteri tattici e fisici più fitti dell’ultimo biennio giallorosso. Indubbie qualità che però, né l’esperienza di Claudio Ranieri prima, né il laboratorio tattico di Gian Piero Gasperini poi, sono riusciti a sfruttare al meglio. Da Sir Claudio a Gasp Arrivato da Amsterdam con l’etichetta di laterale moderno e polivalente, il classe 2003 aveva scelto la Capitale sponsorizzando l’effetto Ranieri. Insomma, le premesse per una crescita c’erano tutte. La risposta del campo però non è stata quella che ci si sarebbe aspettati. Nella seconda metà della stagione 2024/2025, l’olandese ha collezionato 14 presenze in Serie A, quasi tutte da subentrato, accumulando appena 464 minuti complessivi. A frenarlo è stata una fragilità muscolare cronica, sommata al più classico periodo di ambientamento. Con l’avvento di Gian Piero Gasperini, lo scenario sembrava esser diventato quello ideale per il suo riscatto. Storicamente, il tecnico di Grugliasco ha sempre trasformato i terzini in macchine da bonus e binari ad alta velocità. Il vero paradosso, tuttavia, è rappresentato ...



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