Relazione Comm. d’inchiesta sul gioco: “Il sistema italiano rappresenta una difesa per il cittadino rispetto al gioco illegale e contro le degenerazioni ludopatiche”
“La complessità delle norme che regolano il settore del gioco in Italia è acuita dalla diversità delle regolamentazioni locali (di Regioni e Comuni in particolare)”. “Quasi tutte le Regioni italiane hanno emanato leggi in materia di prevenzione e contrasto al gioco d’azzardo patologico, con la finalità di ridurne, quanto più è possibile, la diffusione. A tal proposito molte legislazioni regionali e provinciali prevedono che tra i locali ove sono ubicate le sale da gioco e determinati luoghi di aggregazione o di permanenza di fasce vulnerabili della popolazione, deve intercorrere una distanza minima, che può variare da Regione a Regione (c.d. distanziometro). Per porre rimedio alle crescenti diversità sul territorio nazionale circa la regolamentazione del gioco sul territorio, si è cercato l’intesa in Conferenza unificata”. E’ quanto si legge nella bozza della Relazione finale della Commissione d’inchiesta sul gioco, che Agimeg ha potuto visionare, e che verrà approvata la prossima settimana. NORME REGIONALI L’intesa – si legge nella relazione – avrebbe dovuto essere recepita con decreto ministeriale, che non è stato emanato. Ciò ha portato ad un quadro di incertezza circa il valore vincolante dell’accordo in Conferenza. Attualmente, l’eterogeneità delle regolamentazioni non favorisce un quadro di chiarezza in relazione alla regolamentazione del gioco, anche se alcune leggi regionali tendono a assomigliarsi. DISTANZIOMETRO Il distanziometro può definirsi, usando le parole della Corte costituzionale, come una misura di “prevenzione logistica” della dipendenza da gioco d’azzardo (cosiddetto “gioco d’azzardo patologico” o “ludopatia”) che, dopo essere stata sperimentata a livello locale tramite regolamenti e ordinanze di autorità comunali, è stata adottata negli ultimi anni a livello legislativo da larga parte delle Regioni. Si tratta della previsione di distanze minime delle sale da gioco rispetto a luoghi cosiddetti “sensibili”: frequentati, cioè, da categorie di soggetti ...
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