Australian Open, le lacrime di Federer: un ricordo vivo per Nadal e Djokovic
14 luglio 2019, la giornata della caduta dei record. Non siamo all’Australian Open, ma sul Centrale di Wimbledon, due divinità si affrontano, e il Diavolo sa già che uno dei due ne uscirà sconfitto perchè non esiste parità nel suo sport. Solamente 15000 persone hanno assistito a quel pezzo di storia, un ricordo che conserveranno a vita, come il resto del mondo che ha visto quello scontro in televisione. 4 ore e 57 minuti da sogno a Church Road, mai nessuna finale dei Championship aveva raggiunto quella durata, una maratona interrotta solamente dalla regola del tie break sul 12 pari al quinto set. Roger Federer ha la capacità di far emozionare, il suo rovescio ad una mano è un’opera d’arte: la perfezione delle sculture di Canova e l’accuratezza del pennello di Giotto si fondono per incoronare The Swiss Maestro. Due match point, un dritto va largo e poi la risposta, la migliore della storia, è di Novak Djokovic: controbreak e i titoli di coda di questo meraviglioso film vengono rimandati. Wimbledon 2019 e Londra 2022, nasce un ricordo all’Australian Open Un film che neanche James Cameron sarebbe stato in grado di realizzare con quel cronometraggio. È li che è rimasta la carriera di Federer, su quei due match point a seguito dei quali sul 12 pari Novak Djokovic ha vinto la sfida. Da quel torneo sono passati oltre tre anni, e il circuito del tennis si sta preparando per l’inizio dell’Australian Open, il primo senza Roger. No, non è esattamente corretto, poichè il Re non partecipa ad uno Slam dai Champinoship del 2021, quando Hubert Hurkacz mise fine alla sua carriera in singolare. A quel tempo ancora non lo sapeva che sarebbe stata la sua ultima partita, e invece una serie di operazioni al ginocchio creò solamente l’illusione del suo ritorno. Un’attesa di Godot giunta ad una conclusione che neanche Samuel Beckett avrebbe potuto ipotizzare; una pallina che non supera la rete, la attraversa, aggira il paletto e sfrutta quell’unica imperfezione del nastro londinese, il Re ...
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