MotoGP, il 2022 della Yamaha: Quartararo eroico, Morbidelli irriconoscibile
Il 2022 del Motomondiale è andato in archivio lo scorso 6 novembre con il consueto Gran Premio di chiusura della stagione a Valencia, un appuntamento con la storia che ha consacrato ufficialmente Francesco Bagnaia come campione del mondo di MotoGP. Il pilota torinese ha compiuto una doppia grande impresa, sfuggita a molti in tanti anni di esistenza del motociclismo: vincere da italiano su una moto italiana 50 anni dopo il leggendario Giacomo Agostini, e conquistare il titolo iridato con la Ducati per la seconda volta dopo Casey Stoner nel 2007. Una grande gioia per l’allievo di Valentino Rossi, soprattutto per come è maturata la conquista dell’alloro più prestigioso: una clamorosa rimonta impensabile a metà stagione. E qui passiamo all’altra faccia della medaglia, anzi della coppa, ovvero quella amareggiata degli sconfitti: tra le delusioni più grandi dell’annata appena trascorsa c’è la Yamaha. Il team giapponese, per anni dominatore della top class soprattutto nei primi due decenni del terzo millennio, sembra aver smarrito la bussola, fornendo una moto decisamente poco competitiva ai suoi piloti del team ufficiale ma anche di quello satellite. Riguardo alla coppia di centauri della Monster Energy, questi hanno vissuto due stagioni diametralmente opposte dal punto di vista dei risultati pur essendo accomunati dalle enormi difficoltà tecniche di una M1 involuta e mai realmente in miglioramento rispetto alla concorrenza. Andiamo dunque a rivivere il 2022 dell’eroico Fabio Quartararo e dell’irriconoscibile Franco Morbidelli. Quartararo @livephotosport MotoGP, il 2022 di Quartararo: quasi re con un mezzo deludente Il pilota francese si presenta alla prima griglia di partenza della stagione potendosi fregiare del titolo di campione del mondo conquistato nel 2021, ma soprattutto con l’obiettivo di ripetersi andando a caccia del bis iridato. I buoni propositi ci sono, tuttavia fin dalla gara inaugurale in Qatar è chiaro che sarà un’annata difficile e ci sarà da soffrire: a ...
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