Formula 1, Hamilton: “Io vittima di razzismo, con il casco mi sentivo Superman”
Oltre la pista, oltre le corse, oltre i campionati: se c’è un pilota che trascende il suo ruolo all’interno della monoposto, quel pilota è Lewis Hamilton. Il pluricampione del mondo è un riferimento culturale per molti, rappresentazione di molte battaglie sociali vinte dopo una infanzia segnata da un latente razzismo. Parlando al podcast On Purpose di Jay Shetty, il pilota britannico ha condiviso memorie del suo passato che aiutano ad illuminare la personalità coraggiosa di un grande campione. Sin dai primi anni di scuola, confessa Lewis Hamilton, sono stati molti e frequenti gli abusi raziali subiti dal pilota, che ha dichiarato come quello sia stato il periodo più difficile della sua vita. “Ero già vittima di bullismo all’età di sei anni. Penso che all’epoca, in quella particolare scuola, ero probabilmente uno dei tre bambini di colore. I bambini più grandi, più forti e prepotenti mi prendevano in giro per la maggior parte del tempo. Mi lanciavano cose addosso e usavano la N word, ...
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