Accadde oggi, 21 febbraio 2004: addio a John Charles, il Gigante Buono del calcio

  • Letture 1394
  • Fonte Footballnews24.it
  • Calcio

Il 21 febbraio 2004 è una di quelle date che rimane nella mente di tutti gli appassionati dello sport, e in particolare del calcio. Quel giorno, infatti, si spense all’età di 72 anni l’ex attaccante e allenatore John Charles. Nato nel 1931 a Cwmbwrla, una zona residenziale di Swansea, inizia a calcare i primi campi sportivi proprio con la maglia dello Swansea Town, per poi proseguire la sua avventura tra Inghilterra e Italia. Conosciuto con il soprannome di Gigante Buono, il bomber gallese è stato uno di quei calciatori capaci di segnare un’epoca ed entrare nel cuore dei propri tifosi. Un mese prima della sua morte ebbe un attacco di cuore, poco prima di essere intervistato da La Domenica Sportiva, che complicò sensibilmente il suo stato di salute. Dopo la sua scomparsa, sua moglie Glenda sparge le sue ceneri nella città di Swansea. Un gesto simbolico, che permette così a John Charles di giganteggiare, oltre che in campo, anche tra le sue strade e la sua gente, rendendo il suo ricordo immortale. John Charles, dagli esordi con il Leeds all’approdo in Italia La favola dell’ex calciatore parte da Gendros, un piccolo distretto di Swansea, patria di un altro gigante dello sport, il pugile Enzo Maccarinelli. Impegnato con il piccolo club locale, che prende il nome dal distretto, John Charles viene notato da alcuni osservatori del Leeds che, rimasti impressionati, nel settembre del 1948 gli fanno siglare il suo primo contratto, all’età di 17 anni. Con la maglia dei Peacocks l’attaccante gallese trascorre complessivamente dieci stagioni, segnando un totale di 157 reti. Numeri pazzeschi, che attirarono presto le attenzioni di varie società in giro per il mondo. Ad assicurarsi le prestazioni del talentoso bomber, però, fu la Juventus. I bianconeri pagano, nell’agosto ...



Tutto il materiale presente in questo articolo è coperto da Copyright Footballnews24.it a norma dell' art. 70 Legge 22 aprile 1941 n. 633. Le immagini presenti non sono salvate in locale ma sono Copyright del sito che le ospita.