Un pomeriggio di giugno: lettera a Christian Eriksen
La vita ti sorprende sempre, lenta, tranquilla e monotona scorre. Poi improvvisamente una situazione imprevista e imprevedibile accade! Ti esplode in faccia un problema. Tutto si capovolge in un attimo, tutto cambia. L’animo in tumulto si dibatte in questa nuova lacerante condizione. Panico, ansia, confusione, rabbia, ricerca delle soluzioni possibili. Il cuore batte forte, il sangue pulsa nelle vene e mentre ti senti barcollare e stai per crollare quando ormai non credi più di farcela, ecco la soluzione! Arriva improvvisa. Accade! Tutto si sistema, ogni cosa al suo posto, la vita riprende a scorrere e tu torni a darle un’altra possibilità Vasco Rossi Un pomeriggio di giugno, un pomeriggio calcistico, un sabato pomeriggio come tanti, un giorno che non dimenticherò mai. Dopo il rinvio di EURO 2020 per il COVID-19, la competizione europea apre i battenti con la partita inaugurale dell’Italia che sfida la Turchia allo Stadio “Olimpico” di Roma. Dopo l’anno entusiasmante vissuto, per chi come me ama i colori nerazzurri, questo sabato è l’occasione per rivedere all’opera due “nostri” campioni. Alle 18, a Copenaghen, scende in campo Christian Eriksen con la sua Danimarca che affronta la Finlandia, mentre alle 21, a San Pietroburgo è il turno di Romelu Lukaku che con il Belgio sfida la Russia. Christian Eriksen, capitano della Danimarca Il pomeriggio, avviandosi verso la sera parte tranquillo, Eriksen è in campo con la sua maglia numero 10 e con la sua infinita classe, quella che mi ha sempre portato ad ammirarlo nei suoi anni all’Ajax e poi al Tottenham. La partita scorre veloce, la Danimarca si fa preferire, mentre la Finlandia è arroccata in difesa. Tutto come da copione se non fosse che al 44’, Christian riceve palla da un fallo laterale, ma il suo modo di muoversi è strano, inciampa, il pallone gli sbatte sul ginocchio, fa altri due passi e cade. Christian Eriksen con la maglia dell’Inter- @livephotosport Rimane fermo, inerme, immobile, la telecamera lo inquadra, riesco ...
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