Manchester City, De Bruyne asso di Guardiola: la rinascita del Ginger Pelé
La Champions League è uno di quei palcoscenici che riesce a far brillare tutti i talenti, da quelli più affermati ed in grande periodo di forma a quelli che, seppur abbiano già dimostrato di essere ampiamente all’altezza di certi titoli, si trovano in un periodo di calo di condizione fisica e mentale. Nella notte che ha visto protagoniste da una parte l’Inter e dall’altra il Manchester City, però, anche le stelle meno luminose sono riuscite a dare prova della propria forza. Se il Manchester City si è affermato ancora una volta come uno schiacciasassi formato europeo, vista anche l’assoluta egemonia nel match terminato per 7-0 contro il Lipsia, è merito di un assetto studiato nei minimi dettagli da Pep Guardiola, ancora oggi, uno degli allenatori più forti al mondo. L’allenatore degli Sky Blues ha infatti trovato il modo di far collaborare giocatori dalle qualità completamente opposte per dar vita ad una macchina perfetta. Manchester City, Erling Braut Haaland @livephotosport È vero, le prime pagine sono oggi occupate tutte da Erling Haaland, autore non solo dei 5 gol che hanno messo k.o. il Lipsia ma anche macinatore seriale di record su record, come quello appunto delle 31 reti in 25 partite; ma sul tabellone della gara di Champions League è apparso anche un altro nome, quello di Kevin De Bruyne, che con un capolavoro di mancino ha messo fine all’agonia del club tedesco al 90’+2′. Kevin De Bruyne, Manchester City @livephotosport Manchester City, la ripresa di De Bruyne Kevin De Bruyne è passato nel giro di poco tempo dall’essere imprescindibile per il Manchester City di Guardiola ad essere messo in panchina per ben tre match degli ultimi sette disputati. Un tracollo forse dovuto ai continui impegni o alla delusione non ancora smaltita dei Mondiali in Qatar e sottolineato anche dallo stesso tecnico in occasione della conferenza della vigilia ...
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