Slot, Tar Trento difende distanziometro provinciale: “Non c’è effetto espulsivo per le attività di gioco”

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Il titolare di una sala giochi ha presentato ricorso al Tar di Trento per contestare l’atto con cui è stato ordinato di provvedere all’immediata rimozione degli apparecchi da gioco installati all’interno dell’attività a causa del mancato rispetto della distanza minima dai ‘luoghi sensibili’. Il Tribunale ha sostenuto che “il c.d. “gioco legale”, pur costituendo un’importante occasione di guadagno per imprese come la ricorrente e pur generando ragguardevoli entrate per l’Erario, scarica però sulla collettività elevati costi sociali. Per far fronte a questa emergenza, stante la perdurante inerzia del legislatore nazionale, sono intervenute le Regioni, la Provincia autonoma di Bolzano e - per quanto interessa in questa sede - la Provincia autonoma di Trento, adottando misure volte ad allontanare l’offerta di gioco dai luoghi ove si concentrano soggetti considerati maggiormente vulnerabili, o per la giovane età o perché bisognosi di cure ...



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