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Dal nuovo Cda al modello Oaktree: l’Inter cambia bandiera

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Dal nuovo Cda al modello Oaktree. L’alba di un nuovo mondo abbraccia l’Inter che cambia bandiera dando l’addio definitivo all’era Zhang. Un susseguirsi di notizie culminate nella mattinata di mercoledì 22 maggio. Una giornata che darà il via al prossimo futuro nerazzurro. Un passaggio di proprietà obbligato in virtù dal debito non saldato al fondo americano, diventato con atto ufficiale proprietario del club. Anche se non si sa ancora per quanto. Tuttavia, Oaktree seguirà l’Inter per un lungo periodo, mesi in cui il fondo californiano proverà a rendere la società maggiormente appetibile sul mercato. Ponendo contemporaneamente in primo piano le prossime strategie volte a ricostruire i punti cardine societari. A partire dal nuovo Cda, attraverso le linee guida che la nuova proprietà metterà in atto proprio nelle prossime ore. Scelte tuttavia prese a regime, nel momento in cui venne concesso l’accordo. La fine dell’era Zhang all’Inter parte soprattutto da qui: dalle decisioni prese dal modello Oaktree all’epoca del finanziamento. Con Carlo Marchetti e Amedeo Carassai inseriti come amministratori indipendenti nel Consiglio di Amministrazione nerazzurro e non solo. Ma ora, con l’Inter che cambia bandiera le novità potrebbero essere diverse. Verso il nuovo Cda: da Marchetti a Marotta Come anticipato, in occasione dell’accordo del finanziamento concesso a Suning nel 2021, Oaktree aveva deciso di inserire nel consiglio di amministrazione dell’Inter Marchetti e Carassai, nel ruolo di amministratori indipendenti. Per consentire il cambio nel Cda i due a breve rassegneranno le dimissioni, seguite entro ...




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